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Il Maestro Jichin Funakoshi

Il Kara che significa "vuoto"

Il “Kara” che significa “vuoto” è in definitiva il più appropriato.

Per prima cosa, esso simbolizza il fatto ovvio che quest’arte di auto-difesa non fa uso id armi, ma solo di piedi nudi e mani vuote.

 

Inoltre, gli studenti di Karate-Do aspirano non solo a perfezionare l’arte che hanno scelto, ma anche a svuotare il cuore e la mente da tutti i desideri e le vanità terrene.

Leggendo le scritture buddhiste, ci imbattiamo in affermazioni quali “Shiki-soku-ze-ku” e “Ku-soku-ze-shiki”, che letteralmente dire: “la materia è vuota” e “tutto è vanità”. Il carattere “Ku”, che appare in entrambe le ammonizioni e può essere anche pronunciato “Kara”, è vero in se stesso.

Così, benché le arti marziali siano molte ed includano forme tanto diverse come il judo, la scherma, il tiro con l’arco, il combattimento con la lancia e il bastone, l’obiettivo ultimo di tutte è lo stesso del karate. Credendo come i buddisti che sia il vuoto, il nulla che si trova nel cuore di tutta la materia e persino di tutta la creazione, io ho persistito fermamente nell’uso di quel particolare carattere nel nominare l’arte marziale a cui ho dedicato la mia vita.

Maestro Gichin Funakoshi

Il Dojo

Lo spazio di pratica dell'Accademia di Arti Marziali Ryu Jo Kan nasce come Dojo, ovvero come luogo (JO) dove si segue una Via (DO). Essendo ospitato all'interno dell'unico Tempio Zen dell'Italia Meridionale, è come entrare in un angolo di Giappone.

Rappresenta un luogo ove ci sia accrescimento non solo tecnico - sportivo, ma anche culturale e spirituale.